Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa

Il 3 ottobre 1839 veniva inaugurata dai Borbone la Napoli-Portici

Il precorso ferroviario fu la prima strada ferrata d’Italia. Il tragitto inaugurale fu fatto da due convogli, progettati dall’ingegnere Armand Bayard de la Vingtrie su prototipo dell’inglese George Stephenson, che percorsero i 7411 metri della linea in 11 minuti.

Ferdinando II volveva che il suo Regno delle Due Sicilie si affrancasse dalla supremazia tecnologica dell’Inghilterra e della Francia, per cui l’anno dopo acquisì con Decreto Reale parte del terreno su cui sarebbe sorto poi l’intero complesso di Pietrarsa, in un luogo strategico in cui in epoca napoleonica era stanziata una batteria costiera a difesa di Napoli.

Il primo edificio del complesso fu costruito nel 1842 per la produzione di materiale meccanico e pirotecnico per le esigenze della marina e belliche; l’anno successivo fu convertito tramite rescritto reale alla costruzione e alla riparazione di locomotive e vagoni ferroviari.

La linea ferroviaria si trovava sulla direttrice Napoli-Salerno, che attualmente costeggia il complesso del museo.

L’intervento ha interessato il restauro completo dei padiglioni espositivi, la riqualificazione dell’area convegni con il restyling di tutti gli ambienti interni che ospitano gli eventi e l’installazione di nuovi impianti di illuminazione.

Sono stati riqualificati gli spazi aperti affacciati sul Golfo di Napoli nei quali si è rivista la pavimentazione in pietra, si è installato un nuovo parapetto in vetro sul lungomare per la migliore fruibilità del panorama e si è risistemato il giardino con nuove essenze su progetto dell’Orto Botanico di Portici e del Museo delle Scienze Agrarie dell’Università Federico II di Napoli.

Sono stati recuperati, inoltre, la pensilina d’epoca in ghisa “Fiorenzuola”, la statua di Ferdinando II, la colonna idrica e la piattaforma girevole.

Numerosi sono stati anche gli interventi a livello urbano e locale che hanno coinvolto il territorio e le istituzioni locali come la realizzazione della passeggiata ciclopedonale costiera, il miglioramento della ricettività alberghiera e il risanamento della fascia costiera.

Negli anni del recupero il sito è stato visitato nel 2016 da 65mila persone, con un incremento del 63% rispetto al 2015.

Il complesso comprendente una parte espositiva museale e una destinata agli eventi, si estende su un’area di 36mila metri quadrati di cui 14mila coperti. E’ uno tra i più grandi Centro congressi del Mezzogiorno, capace di accogliere fino a 2500 persone in tutti i suoi spazi di cui 800 nel solo Padiglione della Locomotive a Vapore, sicuramente l’ambiente più suggestivo dell’intero sito. Tra l’ampio cortile che si estende tra i Padiglioni e il mare è stata realizzata un’area verde che contiene un ampio anfiteatro e un Giardino del Mediterraneo realizzato in collaborazione con l’orto botanico di Portici e il Museo delle Scienze Agrarie dell’Università Federico II di Napoli.